OMEOPATIA

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Come viene fatto il rimedio omeopatico?

Pubblicato il 11 maggio 2016 alle 19.25


Il rimedio omeopatico è il risultato di due processi: diluizione e dinamizzazione.

Si parte da una sostanza di base proveniente da uno dei tre regni della natura (minerale, vegetale, animale); questa viene diluita in modo sistematico e crescente, secondo una serie di passaggi ben precisi. Ad ogni passaggio si effettua una dinamizzazione, cioè si imprimono alla soluzione forti scosse meccaniche (succussione), allo scopo di attivarla.

Generalmente la diluizione viene effettuata secondo passaggi centesimali, cioè di volta in volta di uno a cento: si prende una goccia della tintura madre e la si diluisce con 99 gocce d’acqua e alcool (Prima Centesimale Hahnemanniana, 1CH). Di questa soluzione, dopo la succussione, si prende una goccia e si diluisce anche questa in 99 gocce di acqua e alcool (2CH), e così via, fino ad arrivare alla potenza richiesta.

Per potenze molto alte (200, 1000, 10.000, ecc.) si adopera in genere il metodo di Korsakov: ad ogni passaggio la soluzione ottenuta si getta via dal flacone, e le gocce che rimangono adese alle pareti di vetro diventano materiale di partenza per la soluzione successiva. Anche qui il rapporto di diuizione è di 1 a 100, quindi la potenza del rimedio è sempre centesimale, ma la dicitura sulla confezione acquista il suffisso 'K' (200K, MK, XMK, ecc.).

Un tipo diverso di diluizione è quello adottato per le potenze 'cinquantamillesimali' (LM), dove il rapporto fra soluto è solvente non è più 100 ma 50.000.

Qualunque sia il metodo di preparazione usato, con la soluzione ottenuta si impregnano dei granuli di lattosio, che costituiscono usualmente il veicolo finale del rimedio omeopatico.

La denominazione del rimedio, riportata sulla confezione, è composta da:

1. Nome della sostanza di base (in lingua latina).

2. Potenza (il grado e il tipo di diluizione)

Rifacciamo l'esempio precedente: Lycopodium clavatum 30CH.

"Lycopodium clavatum" è il termine latino che indica la sostanza di partenza. Spesso, come in questo caso, accanto al nome ("Lycopodium") vi è un cognome ("clavatum"), che può anche a volte essere omesso sulla confezione o sulla ricetta. Non preoccupatevi, perché i casi di omonimia sono pochi in omeopatia, e tutti facilmente distinguibili.

"30CH" indica in codice quante volte è stata diluita quella sostanza e in che modo.

Vediamo ora in sintesi il significato delle più comuni abbreviazioni:

T.M. (Ø) Tintura Madre

4DH (D4) Quarta Decimale Hahnemanniana

6DH (D6) Sesta Decimale Hahnemanniana

6CH Sesta Centesimale Hahnemanniana

30CH Trentesima Centesimale Hahnemanniana

200CH Duecentesima Centesimale Hahnemanniana

200K Duecentesima Centesimale Korsakoviana

MK Millesima Centesimale Korsakoviana

XMK Decimillesima Centesimale Korsakoviana

LMK Cinquantamillesima Centesimale Korsakoviana

CMK Centomillesima Centesimale Korsakoviana

6LM Sesta Cinquantamillesimale

30LM Trentesima Cinquantamillesimale

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