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Intolleranze Alimentari

Pubblicato il 15 maggio 2016 alle 13.30

Il termine “intolleranza alimentare” indica genericamente l’incapacità del nostro organismo di digerire-assimilare-metabolizzare un alimento per estrarne i principi nutritivi di cui è portatore.


 

 

Intolleranze alimentari più conosciute

 

al glutine, una proteina contenuta in vari cereali, la quale scatena una reazione autoimmune grave in alcune persone

al lattosio (zucchero del latte), per mancanza nell’intestino dell’enzima lattasi che permette la sua digestione

al fruttosio (zucchero della frutta), per mancanza dei recettori specifici di assorbimento sulla membrana delle cellule intestinali

al glucosio (a livello metabolico, per deficit di insulina, assoluto o relativo; a livello intestinale, per eccesso di flora batterica nel tenue).

 

Vengono poi anche chiamate intolleranze alimentari le cosiddette "allergie alimentari ritardate da immunoglobuline G", per distinguerle dalle classiche allergie alimentari, scatenate dalle immunoglobuline E. Queste ultime danno una sintomatologia immediata (prurito, orticaria, edema delle labbra, talora della glottide, ecc.), mentre le prime danno sintomi più o meno ritardati: senso di fiacchezza, sonnolenza, ansia, mal di testa, dolori articolari, gengiviti, disturbi del sonno, disturbi del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa.

 

In generale, le intolleranze alimentari tendono a peggiorare lo stato di infiammazione generale del corpo, che, se pur di bassa intensità, porta con gli anni ad un precoce invecchiamento e alla comparsa delle malattie associate all’invecchiamento: sindrome metabolica, arteriosclerosi, cardiopatie, artrosi, malattie immunitarie, sindromi ansioso-depressive, demenza, ecc.

 

E' quindi importante riconoscere precocemente lo stato di infiammazione cronica sistemica di basso grado, per esempio attraverso la misurazione della composizione corporea, che ci dà indici precisi di infiammazione; inoltre, attraverso una indagine specifica sulla presenza di eventuali reazioni ritardate agli alimenti (test ELISA), è possibile ridurre o togliere dalla alimentazione quei cibi che concorrono all’infiammazione con un meccanismo immunitario.

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